Da bambino ho sognato il Diavolo,
ti prego, gli ho detto,
ti prego, fammi diventare famoso.
In cambio voglio la tua anima, mi ha risposto.
Se non ce l’hai, io te la darò,
se ce l’hai, te la porterò via.
Voglio indossare la tua pelle sulla mia,
gli ho detto,
voglio indossare i tuoi capelli sui miei,
le tue mani come guanti,
le tue ossa come cassettiere.
Voglio che le tue corna tocchino le mie gambe e che i tuoi occhi incrocino i mei
per rubarteli e tenermeli in tasca.
Vorrei che da queste pozzanghere nascessero uno di fronte l’altro
degli alberi che cercano una stessa luce.
Ti prego, gli ho detto,
ti prego strangolami,
sogno di progressiva vetrificazione delle braccia.
Ho sempre pensato che le carcasse degli alberi morti fossero le ossa dei mammuth,
adesso penso che gli alberi morti siano il riflesso che non riesco più a vedere nello specchio.

A poem by Achille Monteforte